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Blockchain e Intelligenza Artificiale sono due delle tematiche più attuali e interessanti dell’industria 4.0. Tale termine si riferisce ad una tendenza all’automazione industriale integrando nuove tecnologie e creando così innovativi modelli di business più efficienti e scalabili. Blockchain e AI si sono ritagliate un importante spazio nel settore industriale e il loro utilizzo è destinato ancora a crescere, soprattutto se le consideriamo come tecnologie compatibili. A prima vista sembrerebbe una forzatura parlare di un connubio tra le due, uno sforzo inutile di creare speranze di tecnologie avveniristiche unendo semplicemente due delle buzzword  del momento.

Le differenze concettuali alla base, centralizzazione dei dati analizzati da un lato (AI) e decentralizzazione dall’altro (Blockchain) sembrerebbero renderli incompatibili. Quello che bisogna capire è se, con un’analisi più approfondita e un occhio al futuro, l’integrazione possa essere un fenomeno interessante e potenzialmente realizzabile.

L’UNIONE

Occorre ricordare brevemente alcune caratteristiche peculiari di Blockchain e AI, che ci permetteranno di comprendere la possibile compatibilità tra le due tecnologie.

La definizione più semplice di un sistema Blockchain è di essere un libro mastro decentralizzato, in grado di garantire affidabilità nella memorizzazione e custodia dei dati, grazie alle sue caratteristiche in quanto rete distribuita e crittografata.

L’intelligenza artificiale (AI) non è invece una tecnologia altrettanto “giovane”  in quanto vede datata la sua nascita nel 1956. In questo caso è più difficile fornire una semplice ed esaustiva definizione. Per AI, nella sua più generica accezione, si intende qualsiasi progettazione di software o hardware per l’elaboratore che permetta prestazioni tali che all’esterno sembrino simulare un comportamento, pensiero o ragionamento umano.

Negli anni lo sviluppo è stato legato a studi paralleli sia in ambito informatico che in settori non intuitivamente collegabili, come quello biologico. Da quest’ultimo, inoltre, arriva un contributo fondamentale nello scoprire caratteristiche delle sinapsi che sono usate nel definire le reti neurali e che hanno dato un forte sviluppo all’evoluzione dell’AI dagli anni 80 in poi. Una delle applicazioni più significative dell’AI riguarda proprio analisi di pattern e trend presenti in set di dati molto grandi per arrivare a definire efficaci strategie di azione .

 

CREARE FIDUCIA

Forse una delle configurazioni più facili da immaginare riguarda la possibilità di integrare le potenzialità dell’AI con la garanzia di immutabilità offerta da una sistema Blockchain.

Difatti una delle criticità attuali dell’uso di AI in contesti aziendali si lega al fatto che tale tecnologia permette di compiere analisi che sono, invece, estremamente complesse per l’uomo. E così l’uomo, in determinati casi, si trova in difficoltà ad avere fiducia assoluta nel risultato proposto da questa tecnologia. Soprattutto perché i micro-passaggi dei complessi algoritmi che regolano il funzionamento di AI non sono consultabili o tracciabili. Ed è proprio quest’ultimo termine che suscita un collegamento con l’universo Blockchain.

Emerge, infatti, l’opportunità di usare quest’ultima tecnologia per creare un sentimento di fiducia nel processo e  nel risultato proposto dall’AI. Garantendo trasparenza e fornendo fiducia nella comprensione di logiche che altrimenti sarebbero difficilmente comprensibili.

Una semplice e intuitiva soluzione pratica è quindi lo storage dei processi decisionali in una logica datapoint per datapoint, su una blockchain, per semplificare in modo drastico le attività di revisione degli algoritmi utilizzati.

TRATTAMENTO DEI DATI 

I dati, ovviamente, sono il collegamento più facile e diretto tra le due tecnologie. Dati che, per la loro importanza, si sente sempre più il bisogno di proteggere da attacchi esterni. Se la sfida è quella di trovare soluzioni sempre più performanti e innovative, è impossibile non pensare alla blockchain come mezzo che ne garantisca la sicurezza. I dati ad oggi sono ancora perlopiù conservati in database centralizzati ed è su questi che lavorano sistemi di AI.

Cerchiamo di capire in che modo si possa trovare una “congiunzione”.

In un primo momento va ristretto il discorso al trattamento dei dati personali e sensibili. È grazie a quest’ultimi, e il contributo fondamentale dell’AI, che è possibile targettizzare e personalizzare contenuti a beneficio di una user experience superiore; quella che si prova navigando sui grandi motori di ricerca (Google, Amazon, ecc).

Poter beneficiare di un tale servizio di alto livello permette all’utente di provare un grado di soddisfazione elevato. Il trattamento dei dati è un argomento complesso, soprattutto per le istituzioni che da relativamente poco tempo hanno intuito la delicatezza del problema e cercano di regolamentarne l’uso. Senza entrare nel merito di importanti riforme come il GDPR, riportiamo alcune soluzioni interessanti nell’affrontare la questione in modo innovativo.

Passando da un database centralizzato ad uno decentralizzato e distribuito, è  evidente la possibilità di garantire, innanzitutto, una maggiore sicurezza nello storage di dati sensibili. Lavorare su un sistema blockchain non permette di utilizzare gli stessi metodi usati negli odierni database. Una prima differenza è proprio nel formato dei dati, che su una sistema blockchain sappiamo essere crittografati, e quindi obbligano a ripensare le modalità di accesso agli stessi. Si sta lavorando sulla possibilità di accedere a dati crittografati e lavorare su di essi senza doverli decriptare. Questa è una branca del machine learning che sta recentemente trovando un notevole sviluppo. È facilmente intuibile come tale integrazione andrebbe a creare una configurazione ottimale per esigenze delle aziende (adeguamento dinamico dei contenuti) e degli utenti (garanzie sul trattamento dei dati personali).

Un ultimo elemento da considerare, riguarda gli investimenti per le aziende oggigiorno necessari a garantire sicurezza nella gestione dei dati. L’utilizzo di una Blockchain permette di risparmiare ingenti somme di denaro che possono essere investite per integrare sistemi di IA e migliorare i processi di data analysis.

 

CONCLUSIONE

L’utilizzo di dati su una tecnologia Blockchain permette di garantire standard di sicurezza e controllo nell’accesso dei dati estremamente più elevati .

Dal lato delle aziende inoltre introduce un fattore che meriterebbe un ulteriore approfondimento: la qualità dei dati trattati. Questa è garantita dalla struttura Blockchain e dai suoi protocolli di autenticazione, soprattutto nei confronti di dati duplicati o non trattabili che è stato stimato come uno dei  problemi più rilevanti nel complicare l’efficienza nel trattamento delle informazioni contenute nei dati.

Dal lato utente, è evidente come non può essere sottovalutata la possibilità di poter ottenere i vantaggi legati alla condivisione di determinate informazioni, ma con una garanzia di sicurezza che ad oggi non è  possibile ancora fornire.

In definitiva lo scenario che vede la Blockchain e l’intelligenza artificiale integrate sembra non più in un mero discorso teorico, ma ci sono diverse soluzioni pratiche implementabili a vantaggio sia degli utenti che delle aziende.