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In un articolo di qualche mese fa avevamo parlato degli standard più importanti di Ethereum: l’ERC-20 e l’ERC-721. Con il primo si possono creare token fungibili (coin ad esempio), con il secondo token non fungibili (ideali per creare asset digitali unici al mondo). Questi standard hanno il merito di aver fornito una struttura di semplice e immediata implementazione anche per programmatori meno esperti.

La presenza di alcune criticità in termini di sicurezza o scalabilità ha portato ad una serie di nuovi ERC(Ethereum Request for Comments) che estendono sempre di più le possibilità offerte dalla rete.

Tra questi lo standard ERC-1155 ha rapidamente scalato le posizioni salendo sul podio dei più importanti e rivoluzionari. Perchè?

ERC-20

 I token sono fungibili, ossia non hanno una specifica individualità e sono intercambiabili, nello scambio e nell’uso; sono inoltre utilizzati nella maggior parte dei casi come coin o utility (si veda la classificazione dei token). Questi token sono, per ora, i maggiormente utilizzati. Moltissime dapp e altri progetti finanziati tramite ICO hanno infatti per oggetto token creati con tale standard.

ERC-721

In questo caso l’interfaccia è utile a creare Token non fungibili (NFT), ossia univoci e non intercambiabili tra loro. Con questo standard si possono facilmente realizzare token rientranti nella classe di security (e utility con specifiche funzioni) oppure asset digitali unici. La struttura è molto simile allo standard precedente, tuttavia viene inserito un parametro fondamentale per fornire l’univocità del token: _tokenId . Uno dei primi utilizzi di questo standard è da attribuire alla dapp Cryptokitties, una delle più popolari applicazioni funzionanti su Ethereum, in cui ad ogni token è associato un crypto-gatto che può essere allevato (fornendogli caratteristiche uniche) e rivenduto sulla rete. Le vendite hanno raggiunto la quota di oltre trenta milioni di dollari. Non essendoci altri token uguali, ognuno di essi diventa un oggetto raro da possedere; si può parlare di una sorta di “collezionismo digitale” che sta coinvolgendo sempre più soggetti. 

LA SCALABILITà

Uno dei problemi nominati quotidianamente per le applicazioni della Blockchain o degli smart contracts è la scalabilità. Nel caso degli standard di Ethereum citati i limiti principali sono:

  1. La possibilità di scambiare tra loro standard di diverso tipo (ad esempio un token fungibile con uno non fungibile) nel modo più efficiente possibile. Ad esempio in una gamig dapp è possibile che molto frequenti siano questi scambi e quindi debbano essere effettuati con il costo minore possibile.
  2. La possibilità di dover gestire nella stessa dapp sia token fungibili che non.
  3. La possibilità di dover creare un numero molto elevato di nft, come nel caso degli oggetti digitali dei crypto-game. Per ogni oggetto andrebbe creato uno specifico contratto ed è un grave problema in termini di costi e tempi per il lavoro complessivo da compiere.

ERC-1155

Questo standard rivoluzionario permette di gestire molteplici tipologie di token nello stesso smart contract. Solo un singolo smart contract deve essere caricato sulla rete invece di molteplici, una chiara semplificazione in termini di tempi e costi.

Possiamo definirlo un “multi token standard” poichè permette per ogni token ID di rappresentare una nuova tipologia di token, con i propri metadata, supply e altri attributi.

Il carattere rivoluzionario per la scalabilità è determinato quindi da due possibilità offerte da tale standard:

  1. Creazione, scambi e trasferimenti multipli di token in modo più veloce
  2. Atomic swap semplificato tra classi di token di diverso tipo in un medesimo contratto

CONCLUSIONE

L’ERC-1155  è nato per risolvere una criticità nella scalabilità dei crypto-game (dove ovviamente i token fungibili e non da creare e scambiare sono in numero nettamente superiore agli altri settori) ma può essere utilizzato, se necessario, anche in altri ambiti.
Nel caso di Ethereum, nonostante ancora i tanti ostacoli, sembra che siano quotidiani i passi in avanti verso una definitiva “mass adoption” sia della sua rete che dei token. Quest’ultimi nei prossimi anni avranno un impatto disruptive su diversi settori tra cui quello della finanza e del gaming.