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Una gestione (quasi) sicura del denaro e la possibilità di usufruirne facilmente e in modo controllato hanno caratterizzato e rafforzato la strada verso un sistema finanziario sempre più centralizzato, almeno fino all’ultimo decennio. Questa strutturazione della finanza a livello globale presenta anche diversi difetti e limitazioni, in particolare sull’aspetto dell’accessibilità ai servizi finanziari.

Fin dalla nascita della prima moneta, coloro che si sono trovati distanti, sia a livello sociale che fisico, dai centri finanziari mondiali, hanno spesso avuto difficoltà di accesso a tali servizi.
Per risolvere questo problema sarebbe naturale pensare ad una maggiore decentralizzazione. Un sistema finanziario decentralizzato incrementerebbe l’accessibilità, ma è sempre risultato incerto in termini di sicurezza ed efficienza.

Alla luce di questo, individuare quale sia la strada da percorrere nell’immediato futuro non è di facile lettura.

La svolta radicale che potrebbe creare una nuova prospettiva della dicotomia centralizzazione-decentralizzazione ci viene offerta dall’introduzione di nuove tecnologie come l’IoT o la Blockchain. Grazie all’innovazione tecnologica possiamo oggi avere a disposizione piattaforme efficienti e sicure che sono in grado di sostenere una rimodulazione del sistema finanziario a favore dell’accessibilità.

L’IMPATTO DELLA TECNOLOGIA A SUPPORTO DELLA DECENTRALIZZAZIONE

Quali sono i potenziali vantaggi che tecnologie come quelle appena citate possono portare ad un nuovo sistema finanziario?

Con una finanza decentralizzata, chiunque abbia una connessione Internet potrà accedere a diversi servizi finanziari senza scontrarsi con barriere d’accesso come:
Status, ovvero mancanza di cittadinanza o di credenziali necessarie;
Lontananza da economie floride e funzionanti;
Costi molto alti dovuti alle commissioni per i servizi offerti dagli intermediari.

Tramite tali tecnologie ed una maggiore educazione finanziaria, potrebbe diventare molto più facile ed intuitivo utilizzare i servizi finanziari decentralizzati senza doversi districare all’interno di un sempre più complesso sistema finanziario centralizzato.

DA UN SISTEMA CENTRALIZZATO ALLA DeFi CON BLOCKCHAIN

Nell’ottica di raggiungere un sistema come quello appena descritto, il primo passo è stato fatto con il social lending, noto anche come peer-to-peer lending. Quest’ultimo rappresenta un prestito tra privati dove domanda ed offerta si incontrano su piattaforme multisided che permettono l’erogazione di tali servizi. Questo meccanismo ha portato, per chi ne ha fatto ricorso, a bypassare i canali tradizionali delle banche o, in generale, degli intermediari finanziari.

Nonostante questo, la vera accelerazione verso l’efficientamento delle piattaforme finanziarie decentralizzate c’è stata solo a partire dall’ultimo decennio. Il 3 gennaio 2009, sullo sfondo di una delle crisi più dolorose che l’economia mondiale abbia mai visto, Satoshi Nakamoto, con l’intento di creare un sistema alternativo alla finanza tradizionale, diede vita a Bitcoin e con esso fece la sua prima apparizione la Blockchain.

Questa tecnologia sfrutta le caratteristiche di una rete informatica di nodi e consente di gestire e aggiornare, in modo univoco e sicuro, un registro contenente dati e informazioni in maniera aperta, condivisa e distribuita senza la necessità di un’entità centrale di controllo e verifica.

Grazie a queste caratteristiche, la Blockchain ha reso possibile una gestione delle pratiche di finanziamento sicura e veloce migliorando l’efficienza dei sistemi decentralizzati. Un altro punto di forza è dato dal costo delle transazioni per effettuare pagamenti o semplicemente trasferire crypto, molto più basso rispetto ad un’operazione simile in un sistema centralizzato.

Inoltre, la presenza di smart contract, resi immodificabili con la Blockchain, permette diverse applicazioni finanziarie. È possibile, ad esempio, stipulare un prestito tra privati dove, utilizzando un apposito smart contract, si elimina il rischio di controparte poiché questo tipo di contratto consente di verificare costantemente se nel wallet sono disponibili i fondi necessari ad adempiere alle obbligazioni contrattuali.

Nello specifico, la struttura Blockchain utilizzata per le applicazioni finanziarie è quella di Ethereum. La rete della criptovaluta targata Vitalik Buterin, che rappresenta la seconda per capitalizzazione dopo Bitcoin, viene utilizzata da circa il 90% dei progetti DeFi (Decentralized finance).

IL CASO MAKER DAO: una DApp nel settore Finance

Tra questi progetti, tenendo in considerazione il numero di utenti attivi, il volume delle transazioni, l’attività degli sviluppatori ed anche le raccomandazioni degli stessi utenti, MakerDao rappresenta sicuramente la DApp (Decentralized Application) più rilevante in ambito Finance. Le DApps sono delle applicazioni decentralizzate open-source dove i dati delle operazioni vengono storicizzati su una blockchain pubblica, utilizzano un token crittografico e prevedono la generazione di un token da parte dell’applicazione stessa.

Nello specifico, MakerDao è una decentralised autonomous organization (DAO) che offre una piattaforma di smart contract alla cui base c’è la Dai, una stablecoin completamente decentralizzata il cui valore è legato al Dollaro US grazie ad un sistema di incentivi codificato negli smart contract di Ethereum. L’obiettivo, comune a tutte le stablecoin, è ridurre la volatilità che sembra essere un importante ostacolo per la mass adoption delle criptovalute.

Il progetto nel suo complesso si propone di consentire un accesso equo a servizi finanziari di alta qualità, portando quest’ultimi dall’essere accessibili a pochi eletti all’essere aperti a tutti.

All’interno della piattaforma troviamo il Maker, ovvero l’utility token che sorregge Dai (DAI). Dal lato dell’utente, Dai è utile per i pagamenti, i risparmi e le attività di finanziamento. Maker (MKR) invece rappresenta un token di governance e una risorsa di ricapitalizzazione del sistema Maker DAO.

Il ruolo di Maker è quello di sostenere e stabilizzare il valore di Dai attraverso meccanismi di feedback autonomi, attori esterni opportunamente incentivati ed un sistema dinamico di posizioni di debito collateralizzate (CDP), ovvero degli smart contract i cui utenti ricevono un asset che funge da strumento di debito con un tasso di interesse.

Una volta generato, Dai può essere liberamente inviato ad altri, utilizzato come pagamento per beni e servizi o trattenuto come risparmio a lungo termine. Per possedere, accettare e/o trasferire un Dai è sufficiente possedere un wallet senza il bisogno di intermediari. Nessuna azienda o persona può ottenere in controllo su di esso e nessun governo o autorità ha il potere di bloccare il suo funzionamento.

In definitiva, il sistema dello stablecoin Dai è stato pensato per risolvere il problema dello scambio stabile di valore nell’ecosistema Ethereum. Più in generale, MakerDao rappresenta un’esemplificazione di come si possa creare una piattaforma che consenta agli utenti di accedere a dei servizi finanziari sicuri, anche se permangono alcuni profili di rischio legati alla natura digitale e finanziaria di tale sistema, e permetta di non dover entrare in contatto con intermediari specializzati che solitamente gestiscono questo tipo di operazioni.

Autore:
Matteo Ciccarella