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“Cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi 10 anni?”

E’ la domanda che qualche giorno fa abbiamo posto sulla nostra pagina linkedin (link ) ad alcuni nostri amici e collaboratori con cui abbiamo avuto la fortuna di lavorare negli ultimi anni. Tutti professionisti che lavorano in startup, pmi o community che ogni giorno si occupano di temi come blockchain, intelligenza artificiale, sharing economy e amano affrontare nuove sfide nel segno dell’innovazione.

A chi meglio di loro porre la domanda su quali saranno i fenomeni tecnologici, finanziari o ambientali dei prossimi 10 anni?
Abbiamo selezionato i 5 temi più importanti maggiormente citati:

 

 

1) Tokenomics 

 

Al primo posto, con un buon distacco dalle altre, troviamo il settore della tokenomics. 

Con questo termine si intende un nuovo modello economico-finanziario in cui vi è la possibilità di tokenizzare qualsiasi asset, tangibile o non, attraverso gli smart contracts e la blockchain. 

La tokenizzazione consiste nell’associare ad un asset fisico o digitale uno o più token, creati attraverso gli standard di ethereum erc-20,721 e 1155 (i più importanti).

Questo settore è nato con il fenomeno delle ICO, Initial Coin Offering, in cui i token utilizzati per le campagne di crowdfunding erano dei coin creati con lo standard erc-20. Quest’ultimi però permettono soltanto la creazione di token fungibili, mentre ben altre possibilità sono offerte dagli nft (non fungibile token). Uno dei primi utilizzi di questo standard è da attribuire alla dapp Cryptokitties, una delle più popolari applicazioni funzionanti su Ethereum, in cui ad ogni token è associato un crypto-gatto che può essere allevato (fornendogli caratteristiche uniche) e rivenduto sulla rete. Le vendite hanno raggiunto la quota di oltre trenta milioni di dollari. Non essendoci altri token uguali, ognuno di essi diventa un oggetto raro da possedere; si può parlare di una sorta di “collezionismo digitale” che sta coinvolgendo sempre più soggetti.

Molti nel settore Blockchain, comprese importanti figure che hanno commentato durante la discussione, ritengono che della tokenomics abbiamo visto soltanto la punta dell’iceberg (le ICO) mentre ben altra rivoluzione saranno sia gli nft che le STO (Security Token Offering). Sono tanti infatti i settori (gaming, finanza, proprietà intellettuale ecc) in cui la tokenomics permetterà nuovi modelli di business rendendo più liquidi mercati che tradizionalmente non lo erano. 

 

2) Intelligenza Artificiale

 

 

L’intelligenza artificiale è la disciplina che analizza i fondamenti teorici, le metodologie e le tecniche che consentono la progettazione di sistemi hardware e sistemi di programmi software capaci di fornire all’elaboratore elettronico prestazioni che, a un osservatore comune, sembrerebbero essere di pertinenza esclusiva dell’intelligenza umana (fonte Wikipedia).

Una definizione molto generica e per questo ancor più complessa poichè include tante diverse applicazioni di tale tecnologia. 

Per i nostri interlocutori anche qui abbiamo visto molto poco delle sue vere potenzialità. Nei prossimi 10 anni vedremo una presenza sempre più rilevante nelle nostre case, auto e uffici di strumenti che, attraverso l’intelligenza artificiale, ci aiutano come veri assistenti in attività come la gestione dei consumi dell’energia della casa o di compiti da svolgere a lavoro. 

Le possibilità qui sembrano veramente infinite e ci avviciniamo sempre di più alla realizzazione del più famoso supercomputer intelligente della storia del cinema: HALL9000  (“2001: Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick).

HALL9000  è dotato di un’evoluta intelligenza artificiale che gli consente di riprodurre tutte le attività della mente umana, di provare emozioni, di parlare con una voce totalmente umana e di governare l’astronave “Discovery 1”, per condurla durante la missione spaziale, dialogando con gli astronauti (sarebbe in grado di governare la nave anche senza equipaggio umano) e tenendo sotto il suo controllo ogni singolo aspetto della missione, dai più piccoli ai più importanti.

Siamo vicini alla realizzazione di un simile supercomputer o resterà fantascienza anche nei prossimi anni?

 

 

3) Sharing Economy

 

Completa il podio la sharing economy definita dall’Oxford Dictionary come “un sistema economico in cui beni o servizi sono condivisi tra individui privati, gratis o a pagamento, attraverso Internet. Grazie alla sharing economy, si può agevolmente noleggiare la propria auto, il proprio appartamento, la propria bicicletta o persino la propria rete wifi quando non li si utilizzano”. 

Nel caso della sharing economy già nello scorso decennio abbiamo visto importanti realtà come Blablacar, Uber o AirBnb rivoluzionare i rispettivi mercati con innovativi modelli di business che ruotano intorno alla condivisione di un bene. Ci sono innumerevoli benefici nella condivisione di un bene, gratuitamente o non, sia dal punto di vista ambientale (ad esempio riduzione di CO2 per l’utilizzo di una sola auto) che economico. 

Quindi ci avviamo al declino della proprietà privata? No, piuttosto diventeremo sempre più attori razionali del mercato che, in base alle proprie possibilità, detengono la proprietà di pochi beni essenziali mentre i restanti possono essere condivisi con altre persone.

 

 

4) La Blockchain

 

Purtroppo, dobbiamo posizionare al di sotto del podio Blockchain e DLT.

Per capire cosa accadrà in tale settore riportiamo un parere (che condividiamo) di uno degli esperti in Italia: Sebastiano, blockchain developer di uno dei progetti più interessanti in Italia.

“L’Industria Blockchain si porrà come secondo layer di internet in tutte quelle applicazioni la cui sicurezza è qualcosa di critico. Vedremo in abbondanza soluzioni blockchain privacy oriented, il cui scopo è effettivamente garantire un’alternativa al cash e vedremo soluzioni completamente open, dove la tracciabilità delle informazioni è cruciale (ambiente, emissioni, etc).”

Aggiungiamo noi che la Blockchain e le criptovalute subiranno un’ulteriore evoluzione prima di poter puntare ad una vera mass adoption. Molto dipenderà, come nel caso di altre tecnologie disruptive, dal rendere l’utilizzo da parte dell’utente/cliente finale il più user friendly possibile, garantendo comunque tutti i vantaggi solitamente associati alle distributed ledger technologies.

 

 

5) Un ritorno alle origini 

 

Per il quinto e ultimo posto di questa speciale classifica abbiamo scelto il parere “fuori dal coro” di Ilaria, per cui nei prossimi dieci anni “ci sarà un ritorno alle origini. Sempre maggiori sono i finanziamenti europei (e non) destinati alla terra. (…) A parer mio nasceranno come funghi PMI legate al settore primario, dando ragione agli studi statistici che vedono la generazione Z come la generazione imprenditoriale per eccellenza, non da più peso alla gerarchia ed alla esperienza pluridecennale, per privilegiare la voglia di fare e la ‘creatività’ e ‘liberta’ tipica della gioventù. 

E perché no, una modernizzazione a 360 gradi del settore, affinché sia possibile gestire il proprio pezzo di terra da remoto?”

Che sia questo il futuro del nostro Bel Paese? Potremmo riscoprire le nostre terre, i quali frutti hanno fatto a lungo la nostra fortuna, in un modo completamente nuovo. Ripensare vecchi modelli di business arretrati nell’ottica di integrare nuove tecnologie e accettare le sfide che i nostri genitori e nonni non avevano le possibilità di affrontare.

 

Infine, per concludere questo lungo articolo, ci teniamo a ringraziare tutti per la partecipazione e concedere una menzione d’onore alla riflessione del nostro amico Leonardo Vescovo, amministratore delegato e fondatore di PDC Academy:

“La tecnologia va così veloce che non riesco chiaramente ad immaginarmi se ci saranno le auto che si guideranno da sole, gestite in sicurezza da sistemi distribuiti ad accesso crittografico… però immagino che le persone utilizzeranno queste novità senza sapere esattamente come funzionano ma solo sapendo cosa fanno!”

Il messaggio è semplice e diretto, per questo ancor più importante di tutti i precedenti. 

L’uomo deve studiare e comprendere come utilizzare la tecnologia; altrimenti vivremo sempre più in modo “passivo” le novità tecnologiche finendo per diventare noi stessi macchine e perdendo le capacità di creatività, immaginazione, e riflessione che rendono unica la mente umana. 

Non è un caso se le competenze lavorative più richieste non si riferiscano ai settori sopracitati ma alle soft skills come leadership, problem solving o la capacità di lavorare in un gruppo.

Sarà divertente tra qualche anno tornare su questo articolo per vedere chi fossero i visionari…Buon anno a tutti!